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Come aprire la Partita IVA per lavorare da freelance in Italia

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Lavorare in autonomia, senza i limiti del lavoro dipendente, è un'ambizione condivisa da molte persone. Se riuscire a ottenere un reddito soddisfacente svolgendo la propria attività come libero professionista non è scontato e richiede spesso anni di pratica e la creazione di un solido portafoglio clienti, le procedure burocratiche per cominciare sono piuttosto semplici e veloci, a partire dall'apertura della Partita IVA.

In questa guida ti spiegheremo come aprire la tua Partita IVA da freelance, quale regime fiscale scegliere, come selezionare il codice ATECO più adatto alla tua attività e come svolgere tutti i passi per lanciarti nel mondo del lavoro autonomo in piena regola.

Sintesi in breve

  • Partita IVA obbligatoria : i liberi professionisti devono aprirla quando l'attività è svolta con abitualità e continuità, indipendentemente dal reddito percepito. Al di sotto dei 5.000 euro annui di compensi da prestazioni occasionali non scatta l'obbligo contributivo INPS alla Gestione Separata, ma l'obbligo di aprire la P.IVA dipende dalla natura dell'attività, non da una soglia di reddito.
  • Due regimi fiscali principali : il regime forfettario (fino a 85.000 €/anno, imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni al ricorrere di specifiche condizioni) è la scelta più comune per i freelance all'avvio; il regime ordinario semplificato si applica oltre quella soglia.
  • Codice ATECO : identifica la tua attività e determina (in regime forfettario) il coefficiente di redditività per il calcolo delle imposte; puoi sceglierne più di uno.
  • Apertura gratuita : in autonomia non costa nulla; con un professionista il costo è di solito tra i 50 e i 100 €.
  • Tempistiche : devi dichiarare l'inizio attività all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni; il numero di Partita IVA viene assegnato quasi immediatamente.

Cosa sapere prima di aprire una Partita IVA come freelance

Cosa significa aprire una Partita IVA da freelance

Per prima cosa, è utile chiarire una distinzione tipica del sistema italiano: il lavoro autonomo a Partita IVA può fare riferimento a due figure distinte, la ditta individuale e il libero professionista.

La ditta individuale riguarda chi svolge un'attività di tipo commerciale o artigianale in forma autonoma (l'idraulico, l'elettricista, il commerciante) e prevede l'iscrizione al Registro delle Imprese.

L'attività di libero professionista è invece di natura intellettuale — consulente, sviluppatore, designer, traduttore, copywriter — e non richiede l'iscrizione al Registro delle Imprese. L'obbligo di aprire la Partita IVA nasce dall'esercizio dell'attività con abitualità e continuità (art. 5 DPR 633/1972), indipendentemente dall'importo dei compensi percepiti. Chi svolge invece prestazioni in modo meramente occasionale e sporadico può operare con una semplice ricevuta e ritenuta d'acconto, fermi restando gli obblighi contributivi INPS al superamento dei 5.000 euro annui di compensi da prestazioni occasionali.

La differenza tra regime forfettario e ordinario semplificato

Quando si apre una Partita IVA da freelance è possibile scegliere tra due regimi fiscali principali:

  • Regime forfettario : fino a 85.000 euro di ricavi all'anno, prevede una gestione semplificata grazie all'applicazione di un'unica imposta sostitutiva e di una detrazione forfettaria calcolata in base al coefficiente di redditività del proprio codice ATECO. In pratica, non è necessario documentare le spese: il reddito imponibile viene calcolato detraendo automaticamente una percentuale fissa del fatturato, variabile per settore.
  • Regime ordinario semplificato : si applica con un limite di 500.000 euro di ricavi all'anno per chi eroga prevalentemente servizi (800.000 euro per le altre attività). Prevede il calcolo dell'imponibile detraendo le spese effettivamente sostenute. Le imposte sono molteplici (IRPEF a scaglioni, IVA, addizionali) e la gestione contabile è più complessa.

Quale scegliere? Se i tuoi ricavi sono inferiori a 85.000 euro annui, il regime forfettario è quasi sempre la scelta più vantaggiosa: tassazione ridotta, contabilità semplificata e spese di gestione più basse.

Buono a sapersi

Nel regime forfettario, l'imposta sostitutiva scende dal 15% al 5% per i primi 5 anni di attività, ma solo al ricorrere cumulativo di tre condizioni precise stabilite dall'Agenzia delle Entrate (art. 1, co. 65, L. 190/2014 come modificato dalla L. 232/2016) :
1. Non aver esercitato, nei 3 anni precedenti l'inizio dell'attività, qualsiasi attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare — e non soltanto un'attività "identica" a quella che si intende avviare;
2. La nuova attività non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (eccetto il caso in cui l'attività precedente fosse un periodo di pratica obbligatoria per l'esercizio di arti o professioni);
3. In caso di prosecuzione di attività svolta in precedenza da un altro soggetto, i ricavi di quest'ultimo nel periodo d'imposta precedente non devono superare i limiti di accesso al forfettario.

Quale codice ATECO scegliere

Il codice ATECO è un codice alfanumerico che classifica la tua attività professionale secondo la nomenclatura ISTAT. È obbligatorio all'apertura della Partita IVA e riveste un'importanza particolare in regime forfettario, poiché da esso dipende il coefficiente di redditività applicato al fatturato per calcolare il reddito imponibile.

La buona notizia è che puoi selezionare più di un codice ATECO, a patto di indicare quello corretto al momento dell'emissione di ogni fattura.

Attenzione

Dal 1° aprile 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che sostituisce integralmente ATECO 2007. Prima dell'apertura della Partita IVA, verifica sempre il codice aggiornato sul portale ufficiale ateco.infocamere.it.

Ecco alcuni esempi di codici frequentemente utilizzati dai freelance, da verificare nella tabella di riclassificazione aggiornata :

Professione

Codice ATECO

Coefficiente di redditività

Programmatore / Sviluppatore software

62.10.00

78%

Consulente informatico

62.20.10

78%

Web designer / Grafico digitale

74.10.21

78%

Consulente marketing / comunicazione

73.11.02

78%

Traduttore / Copywriter

74.30.00

78%

Quali tasse dovrai pagare

Regime forfettario

Regime ordinario semplificato

Imposta di bollo sulle fatture

Imposta di bollo sulle fatture

Contributi previdenziali INPS

Contributi previdenziali INPS (o altra cassa professionale)

Imposta sostitutiva 15% (o 5% nei primi 5 anni, se si rispettano le 3 condizioni)

IRPEF (a scaglioni progressivi)

Addizionali regionali e comunali

IVA

Una voce spesso sottovalutata è quella dei contributi previdenziali. I liberi professionisti senza una cassa previdenziale di categoria (come la maggior parte di informatici, consulenti, traduttori e designer) sono obbligati a iscriversi alla Gestione Separata INPS. Nel 2025, l'aliquota contributiva complessiva è pari al 26,07% del reddito imponibile (25% IVS + 0,72% aliquota aggiuntiva + 0,35% ISCRO), come stabilito dalla Circolare INPS n. 27 del 30 gennaio 2025. I versamenti avvengono tramite modello F24, in acconto e a saldo contestualmente alla dichiarazione dei redditi. I professionisti con una propria cassa di categoria — avvocati, ingegneri, medici, commercialisti — fanno riferimento invece alla propria cassa previdenziale.

Come gestire l'emissione delle fatture e la contabilità

Esistono tre modalità principali per gestire la contabilità della propria Partita IVA da freelance:

  • Con i software gratuiti dell'Agenzia delle Entrate : sistema gratuito ma che richiede una buona familiarità con contabilità e adempimenti fiscali.
  • Con i software gestionali a pagamento : soluzioni complete e molto diffuse, particolarmente adatte al regime forfettario. Includono emissione di fatture elettroniche, dichiarazione dei redditi, reminder per scadenze fiscali e consulenza, il tutto online.
  • Con un commercialista : soluzione più costosa, indicata in caso di gestioni complesse (presenza di dipendenti, contabilità ordinaria).

Come aprire una Partita IVA da freelance: guida passo-passo

Vediamo ora concretamente cosa fare per aprire la tua Partita IVA da libero professionista. La procedura è composta da quattro passi principali.

Come aprire la Partita IVA da freelance: 4 passi

  • 1 Step 1 — Scegli il codice ATECO

    Identifica il codice che corrisponde alla tua attività professionale nella classificazione ATECO 2025. Puoi sceglierne più di uno. In caso di dubbio, rivolgiti a un commercialista o a un servizio di consulenza fiscale online.

  • 2 Step 2 — Compila il Modello AA9/12

    Scarica e compila il modello AA9/12 disponibile gratuitamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Indica il codice ATECO, il regime fiscale prescelto e i tuoi dati personali.

  • 3 Step 3 — Invia la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate

    Trasmetti il modello via PEC (con firma digitale), dall'area riservata del sito istituzionale, tramite raccomandata o recandoti di persona presso un ufficio. Hai 30 giorni dall'inizio dell'attività.

  • 4 Step 4 — Ricevi il numero di Partita IVA

    L'Agenzia delle Entrate ti assegnerà il numero di Partita IVA quasi immediatamente al termine della procedura.

Quali documenti sono necessari

Per aprire la Partita IVA da freelance sono necessari:

  • Modello AA9/12 — Disponibile e compilabile gratuitamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
  • Documento d'identità — Non richiesto in caso di invio via PEC con firma digitale valida.
  • Delega (se applicabile) — Necessaria solo se si affida la procedura a un commercialista o a un servizio online.

Come dichiarare l'inizio dell'attività

Per aprire la tua Partita IVA non dovrai fare altro che dichiarare l'inizio della tua attività all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall'avvio. Puoi presentare il modello AA9/12 in uno dei seguenti modi:

  • Via PEC a una qualunque Direzione Provinciale dell'Agenzia delle Entrate, con oggetto "Dichiarazione di inizio attività". Se il modulo è sottoscritto con firma digitale, non occorre allegare altro documento; se utilizzi una firma autografa, allega copia del documento d'identità.
  • Dall'Area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate
  • Tramite raccomandata a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, con copia del documento d'identità
  • Di persona presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, previo appuntamento

Al termine della procedura, ti verrà attribuito il tuo numero di Partita IVA.

Quanto costa aprire la Partita IVA

Se svolgi tutte le operazioni in autonomia, aprire la Partita IVA non prevede alcun costo (salvo, eventualmente, quello per l'invio della raccomandata). Se invece ti affidi a un professionista, il costo varia ma in genere si attesta tra i 50 e i 100 €.

Freelance e firma elettronica: un supporto in più per la tua attività

Rapidità, semplicità e agilità sono tre qualità fondamentali per rendere la propria attività da freelance sufficientemente dinamica. Gli adempimenti burocratici possono sottrarre buona parte del tempo che un professionista potrebbe dedicare al lavoro vero e proprio, con conseguente perdita di fatturato ed energie.

Per fortuna, oggi esistono molti strumenti digitali che consentono di velocizzare e semplificare qualunque pratica amministrativa, dall'emissione delle fatture alla redazione dei contratti, passando per i preventivi e le relazioni con la Pubblica Amministrazione. La firma elettronica è uno di questi.

Le soluzioni complete di firma elettronica e fiducia digitale come Youtrust offrono — in una piattaforma di facile utilizzo o tramite API — tutta una serie di funzionalità pensate per i liberi professionisti:

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  • Verifica dei documenti per maggiore tutela contro le frodi
  • Reminder automatici e monitoraggio delle firme in tempo reale
  • Workflow personalizzati adattabili a ogni tipo di attività
  • Hosting in Europa per piena conformità con eIDAS e RGPD

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Aprire la Partita IVA da freelance è un processo accessibile e, nella maggior parte dei casi, completamente gratuito. La scelta del regime fiscale corretto — quasi sempre il regime forfettario per chi si trova sotto la soglia degli 85.000 euro — e del codice ATECO adatto alla propria attività sono i due elementi su cui concentrare la massima attenzione all'avvio. Una volta avviata l'attività, dotarsi degli strumenti digitali giusti — per gestire contratti, fatture e firme — ti permetterà di dedicare più tempo al tuo lavoro e meno alla burocrazia.

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FAQ — Domande frequenti sull'apertura della Partita IVA

  • Quando è obbligatorio aprire la Partita IVA da libero professionista?

    La Partita IVA è obbligatoria quando l'attività professionale viene svolta con abitualità e continuità (art. 5 DPR 633/1972), indipendentemente dall'importo dei compensi percepiti. Chi svolge prestazioni sporadiche e occasionali può operare con una ricevuta e ritenuta d'acconto, ma al superamento dei 5.000 euro annui di compensi occasionali scatta comunque l'obbligo contributivo INPS alla Gestione Separata.

  • Quali documenti occorre presentare per aprire la Partita IVA?

    Basta il modello AA9/12 compilato. Se si presenta via PEC con firma digitale, non occorre allegare altro documento. Altrimenti, servono documento d'identità e, se ci si avvale di un rappresentante, la relativa delega.

  • Quali tasse devono pagare i liberi professionisti a Partita IVA?

    In regime forfettario: imposta sostitutiva al 15% (o 5% nei primi 5 anni, al ricorrere delle tre condizioni cumulative previste dalla legge), contributi INPS Gestione Separata e imposta di bollo. In regime ordinario si aggiungono IRPEF a scaglioni, IVA e addizionali regionali e comunali.

  • Come si sceglie il codice ATECO giusto?

    Il codice ATECO identifica l'attività svolta e, in regime forfettario, determina il coefficiente di redditività per il calcolo delle imposte. Dal 1° aprile 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025 (ISTAT). È possibile selezionarne più di uno. In caso di dubbio, consultare un commercialista o un servizio fiscale online e verificare sempre i codici aggiornati su ateco.infocamere.it.

  • Cosa succede se si supera la soglia di 85.000 € nel regime forfettario?

    La risposta dipende dall'entità del superamento, come chiarito dalla Legge di Bilancio 2023 e confermato dall'Agenzia delle Entrate (Risposta n. 149/2025) :

    • Tra 85.001 € e 100.000 € → si rimane nel forfettario per l'anno in corso; si esce dal 1° gennaio dell'anno successivo.
    • Oltre 100.000 € → uscita immediata nell'anno stesso, con obbligo di applicare l'IVA sulle fatture successive.
  • È possibile cambiare regime fiscale dopo l'apertura della Partita IVA?

    Sì. Se si sceglie volontariamente il regime ordinario o semplificato pur avendo i requisiti per il forfettario, tale scelta resta vincolante per almeno 3 anni, trascorsi i quali si rinnova tacitamente. Chi invece è costretto a uscire dal forfettario per aver superato la soglia di ricavi (85.000 € o 100.000 €) può rientrare nel regime agevolato non appena rispetta nuovamente tutti i requisiti di accesso, senza attendere un triennio.

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