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Colloquio di lavoro: come affrontarlo e le 5 domande più frequenti

Immagine colloquio di lavoro CV
Fabian Stanciu

Fabian Stanciu

Country Manager Italy @Yousign

Illustration: Mélusine Vilars

La convocazione per un colloquio di lavoro rappresenta un momento importante per qualsiasi candidato che deve concentrarsi su come affrontare al meglio quello che è il momento più importante del processo di selezione e che, se gestito nel modo giusto, può essere la porta d’ingresso per il posto di lavoro che si desidera. Ma vediamo insieme quali sono le 5 domande più frequenti di un colloquio di lavoro e come affrontarlo, anche alla luce di come ne è cambiata la gestione con i nuovi scenari del lavoro da remoto.

Come affrontare un colloquio di lavoro

Elementi fondamentali per affrontare nel miglior modo possibile un colloquio di lavoro sono un’alta concentrazione e un’ottima preparazione. Prima di tutto, è necessario informarsi sull’azienda dove si andrà ad affrontare il colloquio: studiarne il sito web, la struttura interna, conoscerne la filosofia aziendale e gli obiettivi a lungo termine saranno utili non solo per capire se i valori candidato-società coincidono ma anche a trasmettere serietà all’intervistatore. E’ poi fondamentale esaminare in modo dettagliato la job description, in modo da immaginare quali domande potrebbero essere fatte e, perché no, quali fare. 

Sapere cosa dire e come dirlo è una chiave di successo molto importante: comunicare con certezza i propri punti di forza, le proprie competenze, ma anche i punti deboli e gli aspetti da migliorare è un ottimo biglietto da visita. Per questo è importante esercitarsi con il discorso che si ha in mente di tenere durante il colloquio, in modo da sapersi raccontare con efficacia, dimostrando motivazione e interesse per l’azienda e la posizione e, soprattutto, il perché dovrebbero sceglierci rispetto agli altri candidati.

Le 5 domande più frequenti in un colloquio di lavoro

E’ indubbio che il colloquio di lavoro rappresenti un momento di tensione per il candidato che, a partire dal momento in cui riceve la gradita convocazione, investe molto del suo tempo per cercare di arrivare il più preparato possibile, cercando di immaginare le domande più insidiose che dovrà affrontare durante il colloquio di lavoro.

Molto spesso, quelle più difficili cui rispondere non riguardano le competenze tecniche, ma le cosiddette soft skills o le proprie esperienze personali. Vediamo quelle più frequenti:

Perché siete così interessati a questo lavoro e a questa azienda?

Tra le domande sicuramente più comuni, questa può rappresentare un’opportunità vantaggiosa per mettere in luce la preparazione del candidato, soprattutto sull’azienda, un modo quindi per esprimere il proprio reale interesse per la posizione per la quale ci si sta candidando.

Perché avete lasciato il vostro ultimo lavoro o perché volete lasciare il lavoro attuale?

In questo caso, è possibile trasformare un’insidia in un’opportunità, sottolineando i motivi per cui si desidera lavorare per l’azienda e per la posizione per la quale ci si sta candidando. E’ importante manifestare il desiderio di affrontare sfide stimolanti e la condivisione di valori tra il candidato e l’azienda, vista come l’opportunità per raggiungere i propri obiettivi.

Perché siete il candidato ideale per questa posizione?

Una domanda molto insidiosa ma che, se sfruttata nel modo giusto, rappresenta l’occasione perfetta per mettere in bella mostra davanti al selezionatore i punti di forza del proprio profilo, delineando la propria esperienza, le proprie competenze tecniche e soft skills. Un consiglio è sicuramente quello di portare esempi concreti a supporto delle caratteristiche che si vogliono elencare.

Che stipendio vi aspettate? Quanto vorreste guadagnare?

La parte economica rappresenta, spesso, un tabù durante il primo colloquio di lavoro, ma se è il selezionatore a porre questa domanda, è importante arrivare preparati. Innanzitutto essendo ben consapevoli del proprio valore, della propria esperienza e delle proprie qualifiche e poi di quale è lo standard di mercato di quel momento. E’, inoltre, importante non mentire sull’ultima retribuzione.

 Il grande classico: come si vede tra 5 anni?

Anche in questo caso, una domanda apparentemente semplice può trasformarsi in un’insidia. In questo caso, la risposta dovrà essere focalizzata sui propri desideri ed ambizioni professionali che, nella risposta ideale, dovranno crescere insieme a quelli dell’azienda.

Colloquio di lavoro: in presenza o in videocall?

L’avvento del Covid-19 e la conseguente adozione di protocolli di distanziamento hanno modificato in modo significativo anche il mondo del lavoro. Non solo smartworking e riunioni da remoto, ma si è diffuso sempre più l’utilizzo delle videocall anche per i colloqui sulle diverse piattaforme: Skype, Teams, Zoom e Meet.

Sicuramente, il colloquio da remoto è molto utile perché evita gli spostamenti, ottimizza i tempi e velocizza il processo di selezione, consentendo di individuare più facilmente il candidato ideale. Ci sono, però, anche alcune criticità, come per esempio la percezione che si tratti di un colloquio informale, aspetto che rende l’atmosfera generale più fredda e meno empatica. 

Anche per il colloquio a distanza, però, valgono le stesse regole che valgono in presenza: curare l’abbigliamento ed evitare di vestirsi in modo troppo informale pur stando a casa, cercare il luogo o la stanza ideale, eventualmente mettendo uno sfondo, non fumare o bere caffè durante la video call e tenere a bada qualsiasi elemento disturbante che potrebbe interrompere il colloquio in videocall.

Cose da sapere per affrontare un colloquio di lavoro da remoto o a distanza

Tra gli elementi da tenere in considerazione quando si affronta un colloquio da remoto c’è sicuramente la parte relativa alla riservatezza delle informazioni scambiate, motivo per il quale il colloquio deve svolgersi in totale privacy. 

In tal senso, è possibile che – soprattutto in casi particolari e per posizioni di rilievo – possa essere chiesto al candidato di firmare l’NDA o accordo di riservatezza, cioè un accordo con cui il firmatario si impegna a non diffondere informazioni sensibili (ad esempio segreti commerciali o industriali) di cui potrebbe venire a conoscenza durante l’intera selezione. Anche in questo caso, la digitalizzazione dei processi aziendali continua a essere prioritaria per garantire tempestività ed efficienza: qui entra in gioco Yousign che, grazie allo strumento della firma elettronica, rappresenta un alleato perfetto in grado di mantenere fluido e tracciabile lo scambio di documenti confidenziali. 

Non solo, in caso di buon esito del processo di selezione e di raggiungimento di un accordo per l’ingresso in azienda, la firma elettronica di Yousign rappresenta la soluzione perfetta per il candidato che può così firmare in maniera legale la nuova proposta di lavoro, sempre senza spostarsi da casa.